IL SEMESTRE ORRIBILE: qualità delle regole ed efficacia delle organizzazioni per uscirne
di ISRIL
 
Pubblichiamo una raccolta selezionata di contributi prodotti dall’ISRIL nel corso del I semestre di quest’anno, periodo nel quale si sono materializzati i timori, già espressi in un precedente volume* , di un veloce trasferimento della crisi finanziaria all’economia reale.
Il carattere sistemico di questa crisi si riflette nella varietà degli argomenti trattati perché non c’è ambito della vita economica e sociale che non ne sia stato coinvolto. C’è però un filo rosso che tiene insieme questi contributi in grado di fornire al lettore una chiave di lettura unitaria di quanto trattato in questo volume.
La varietà di temi si ricompone nella comune attribuzione della crisi ad un problema di “regole” inadeguate e spesso inapplicate, all’origine di pratiche economiche e di comportamenti che hanno alterato il corretto funzionamento dei mercati e delle istituzioni preposte al controllo.
Il problema delle “regole” è sempre stato centrale nei dibattiti intorno al capitalismo, spesso assimilato ad un gioco il cui esito è fortemente condizionato dalla qualità dei giocatori e dalla correttezza dei comportamenti.
Se le cattive “regole”, sono all’origine della crisi, le buone “regole” possono facilitarne l’uscita. E non si tratta solo di regolare i mercati finanziari per prevenire future bolle speculative; occorrono regole nel campo della politica per invertire le tendenze oligarchiche che riducono la democrazia a mera ritualità; nel campo economico perché il riformismo liberale, fatto di concorrenza, di meritocrazia, possa riaccendere i motori della crescita; nel campo sociale perché il peraltro modello vincente di welfare europeo possa ricostruire le condizioni di una nuova solidarietà sociale coerente con le esigenze di promuovere sviluppo ed innovazione.
Ma, come insegna la crisi in atto, non bastano le regole se poi le Organizzazioni preposte alla loro applicazione non funzionano. Le regole esprimono le opportunità di una società, le Organizzazioni le rendono possibili.
La seconda lettura unitaria dei diversi contributi contenuti in questo volume è l’attenzione posta al rapporto fra regole ed Organizzazioni.
Si sono introdotte nuove regole che hanno favorito la mobilità dei capitali e dei commerci ma nello stesso tempo le Organizzazioni multilaterali (F.M.I., Banca Mondiale) sono entrate in crisi, né altre forme di sostegno politico alla globalizzazione si sono attuate in campi molto sensibili all’opinione pubblica quali l’energia, la difesa del clima, la sicurezza alimentare.
Si sono introdotte regole comuni in Europa a protezione del mercato e della moneta unica, ma non dei cittadini colpiti dalla crisi che devono chiedere l’elemosina ai rispettivi governi, in assenza di una politica sociale di stampo europeo.
I Governi hanno recuperato una autorità perduta quali garanti di ultima istanza, ma nello stesso tempo riemergono i limiti delle politiche nazionali a fronte di problemi di portata mondiale e le inefficienze di un apparato burocratico pubblico, invecchiato negli uomini, nelle procedure, nelle tecnologie.
Si è parlato, in occasione della crisi, di un recupero della politica, intesa come capacità di orientamento della globalizzazione per renderla socialmente più accettabile, ma è difficile valutarne la portata se le istituzioni della politica e le associazioni degli interessi continuano a soffrire di apatia democratica e scarsa rappresentatività.
Quanti collaborano alla vita dell’ISRIL concordano nel ritenere che il mondo che uscirà dalla crisi dovrà essere migliore. Perché ciò accada non basta rimuovere i grumi che hanno inceppato i tradizionali meccanismi di sviluppo. Occorre ricomporre le relazioni sistemiche che legano democrazia, mercati, equità sociale all’interno di un progetto innovativo che agisca contestualmente sulla qualità delle regole e sull’efficacia delle Organizzazioni. Il rischio antico, già evocato da Tocqueville, è che un nuovo assistenzialismo di Stato ammorbidisca lo spirito imprenditoriale, scoraggi la partecipazione politica ed associativa, riduca la democrazia ad una massa di individui disgregati, aprendo la strada a forme di dispotismo mite.
 
*ISRIL, L’anno delle occasioni mancate, Roma 2008.
 
Il Presidente

 
 
di ISRIL
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